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LUIGI TORSELLO



pittura, scultura, grafica,​

narrativa, poesia e ceramica



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SENZA MURICCIOLI

COPERTINAFINALENUOVA-GIALLALIQUIDE6

PRESENTAZIONE

 

Presento questo mio libro dal titolo SENZA MURICCIOLI portando all’attenzione del lettore quanto da me enunciato nella quarta di copertina: “Non so cos’è la poesia, come non so quando uno scritto in versi può essere considerato tale. …” anche se questo può non sembrare il più efficace biglietto da visita  per un poeta che si accinge a presentare il proprio libro di 150 poesie inedite.

 

Questa mia affermazione però è suffragata dai pensieri espressi e sottolineati in tante interviste da grandi poeti di certo molto più accreditati e ispirati di me e che hanno fatto la storia della letteratura dello scorso secolo, lasciando a tutti noi poesie di indiscusso valore; poeti, per citarne qualcuno, come Eugenio Montale, Giorgio Caproni, Alfonso Gatto e Giuseppe Ungaretti, che non solo si sono chiesti cos’è la poesia ma anche a cosa serve la poesia e a cosa servono i poeti.

Tutti i loro concordano, come me, nel non saper dare delle risposte a queste domande.

Non v’è dubbio però che la poesia ha il grande merito di farci star bene o quanto meno a farci star meglio ed in alcuni casi contribuisce a farci anche meditare, perché riesce a toccare le corde della sensibilità dell’animo umano, che innesca emozioni, quindi banalizzando (ma poi non tanto) potremmo dedurre che anche un abbraccio e un sorriso inaspettati, che sicuramente ci fanno star bene, possono essere considerati poesia, perché anch’essi regalano emozioni.

 

Partendo da questo assunto, possiamo dedurre che la poesia per il poeta è un mezzo per esprimere e/o portare all’attenzione del lettore le sue emozioni, le sue idee e/o le sue denunce.

Diventa quindi inevitabile il gioco dei ruoli del poeta e del lettore che presuppone che entrambi siano collegati da una sensibilità capace, nel primo caso di dire e nel secondo caso di ascoltare.

 

In sintesi, è un mezzo la poesia che obbliga il poeta oltre alla capacità di saper scrivere anche e soprattutto quella di saper ascoltare, e il mio sforzo quando scrivo è proprio quello di riportare nelle pagine dei miei libri la poesia che ascolto e vivo intorno a me.

 

Come molti dei miei libri anche questo volume è articolato con 150 poesie inedite ed il coinvolgimento di altri sensibili attori, il primo dei quali è l’artista milanese Silvia SENNA, e questo perché l’artista realizza opere che hanno sicuramente provocato in me emozioni. L’artista ha risposto con entusiasmo alla mia richiesta di farmi inserire nell’impaginato otto sue opere e il suo entusiasmo è cresciuto a dismisura quando le ho proposto di farla “parlare”, mettendo nella contropagina di ciascuna opera il suo pensiero sulla stessa, così come con entusiasmo mi ha autorizzato ad inserire nella copertina del libro la sua opera pittorica dal titolo Architetture liquide 5, una tela con misure di cm. 80 x 80, facente parte di una bellissima serie di opere aventi lo stesso titolo (notizie sull’artista presenti in aletta).

 

Altro incontro fortemente cercato e piacevolmente fortunato è stato quello con la scrittrice Ida PERRONE, scrittrice di spessore che ha già pubblicato diversi romanzi e che ha anch’essa accettato con entusiasmo di scrivere la prefazione del libro, prefazione molto curata e articolata, meditata e a mio parere anche molto sentita.

 

Ad entrambe, pertanto, rivolgo il mio ringraziamento più sentito per la loro sensibilità e generosità e per avere senz’altro arricchito ed impreziosito questo volume.

 

Non per ultimo, desidero segnalare l’inserimento all’inizio del libro della poesia della carissima amica Olimpia DE LUCA, che ringrazio per avermi autorizzato ad inserirla, perché ben si attaglia al mio pensiero espresso nella quarta di copertina.

 

 

                                                                             Luigi TORSELLO

PREFAZIONE

 

Quando  mi è stato proposto di scrivere la prefazione di questo volume ho accettato con entusiasmo, per la grande stima che nutro verso il poeta, ritenendomi onorata di un tale incarico, ma anche con una sorta di timore per il delicato compito che mi è stato affidato.

Ogni volta che mi accingo a leggere i versi di Luigi Torsello, ho la sensazione di penetrare nella sua sfera privata in punta di piedi, quasi con  una sorta di venerazione.

Ho avuto modo di conoscere e apprezzare il poeta e scrittore, nonché artista dai vari talenti, dalla lettura del suo romanzo Dimensione gabbiano, e del volume di racconti Storie quasi comuni, che sebbene facciano parte della sua prima produzione, rimangono opere di grande  spessore letterario.

Dalla narrazione in prosa alle composizioni in versi, l’opera di Torsello è cresciuta nel tempo arricchendosi di forme stilistiche più varie e ricercate, di emblemi e riflessioni che fanno parte del suo percorso artistico-culturale, nonché delle sue stesse esperienze di vita. E possiamo ben dire che dai versi di Luigi Torsello emergono le sue sensazioni più recondite. Uno spaccato di vissuto che rispecchia le sofferenze e le tribolazioni dell’intera umanità.

Leggendo Senza muriccioli, si ha la sensazione di guardare dentro di noi, prendendo atto delle debolezze, dei sogni, delle delusioni e delle speranze che sono parte integrante del nostro percorso esistenziale.

Per la meticolosità delle espressioni, talvolta malinconiche, gli accostamenti alle forme della natura (il tempo che passa e la natura che mi abbaglia)  mi piace associare la poesia di Torsello all’opera del grande Eugenio Montale. Tuttavia, mentre nell’opera del poeta genovese prevale il pessimismo del  “mal di vivere” comune, Torsello sottolinea l’importanza di sopperire al dolore e alla sofferenza, cercando nuovi stimoli per non lasciarsi abbattere; primo fra tutti il conforto che si può trovare in quei valori che non tramontano, che nemmeno la morte riesce a spezzare. L’amore per qualcuno che ci ha lasciato ma che continua a vivere attraverso i nostri ricordi.

L’amore è dunque il tema più ricorrente nel volume; l’amore nelle sue forme più varie, che induce il poeta a porsi degli interrogativi sull’uso spesso improprio che si suole fare di questa espressione. Ma i versi che Torsello raccoglie in questo volume di 150 poesie vogliono essere anzitutto una riflessione sul nostro vivere, un invito a guardare il mondo  privandosi di quelle maschere surreali che non ci permettono di cogliere appieno il senso delle cose. Un invito a cercare quelle risposte che potrebbero dare un senso alle nostre vite e forse regalarci la serenità in un mondo che ha perso di vista i valori fondamentali; in un mondo dove si è sempre troppo di fretta per fermarsi ad ascoltare gli altri, e forse anche se stessi.

 “Come cercare risposte in una realtà che non dialoga più, che non sa ascoltare i bisogni degli altri e, a pensarci bene, anche dei propri”, scrive il poeta, che conosce bene le difficoltà della condizione umana e si sforza di trovare un senso al male che predomina sull’essere umano, scrivendo ancora “Cerco di comprendere le opacità della vita tutti i giorni

con positivi pensieri che puntualmente svaniscono ogni sera,

e ad ogni tramonto”.

Come è normale che sia per un animo sensibile, che si porta dietro il peso delle sue sofferenze, è facile percepire in queste righe un senso di delusione e frustrazione  per quella realtà che spesso si presenta diversa da come avremmo voluto, e non la si può cambiare.

“Speranzosi pensieri, sempre pronti ad illudere le menti.

E poi c’è i il reale, che non guarda dentro ai cuori ma segue solo la sua logica, senza domandare”.

Sono versi incisivi, versi pregni di sentimento, di passioni ed  emozioni che arrivano dritti al cuore.  

Come nelle sue opere precedenti, anche in queste pagine è spesso ricorrente il riferimento a una figura femminile, fonte di ispirazione dell’intera opera, che impersona l’amore nella sua forma più autentica. Nel caso di Torsello, compagna di vita scomparsa prematuramente, ma viva in ogni respiro, in ogni pensiero che  il poeta esprime; una presenza quasi realistica che lo accompagna nel suo cammino rendendolo meno  faticoso.

“Mi sento sereno

quando ti sento,

quando ascolto i tuoi sorrisi

che accarezzano i miei sogni,

che sanno asciugare

le mie lacrime

e sanno cucire le mie ferite …”.

Sono forse l’espressioni più belle dell’intero libro, che esprimono appieno quanto intenso sia per il poeta il significato che attribuisce a quel sentimento comunemente chiamato amore.

E cos’è l’amore?

Ce lo siamo chiesti tutti almeno una volta nella vita.

“L’amore

è il sentirsi sempre

inadeguati,

e sperare,

sperare di poter

essere con lei

anche domani”.

La risposta di  Torsello  sta in queste brevi, intense espressioni che valgono quanto l’intero volume.

 

Come ogni poeta, Torsello non può che esternare il suo pensiero filosofico, le sue sensazioni e gli interrogativi sul “mal di vivere” dell’umanità, in questi versi che catturano  e commuovono fino alle lacrime, rendendoci partecipi delle sue stesse emozioni.

Se nello scrivere il poeta ha trovato l’antidoto ai suoi mali dell’anima, a noi lettori non resta che lasciarci deliziare dalla lettura dei suoi preziosi versi e farne un utile insegnamento di vita. Guardando avanti, senza lasciarsi fermare da quei muriccioli che limitano la libertà dell’essere.

Forse è questo il vero messaggio che vuole lanciarci il poeta in questa nuova, straordinaria opera, nella quale ancora una volta conferma le sue capacità letterarie:

“Percorrere sentieri sempre nuovi privi di muriccioli a secco,

senza i quali è infinito

tutto quello che  si allinea ai nostri sguardi …”.

 

                                                                                Ida PERRONE​

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DIPINTI NELL'IMPAGINATO DI SILVIA SENNA

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